Vaccini anti Covid-19. Cosa cambia per gli operatori della sanità?  [Parte 2] 

misure di contenimento del covid-19

 

Abbiamo visto (leggi Vaccini anti Covid-19. Cosa cambia per gli operatori della sanità? [Parte 1]) che la norma (allegato  XLVI del titolo X del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) classifica il Covid-19 nel gruppo 3 dell’allegato XLVI del titolo X del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro e questo implica una serie di cambiamenti nelle misure di contenimento del Covid-19

Nel dettaglio:

  1. il luogo di lavoro deve essere separato da qualunque altra attività svolta nello stesso edificio.
  2. è raccomandato che il luogo di lavoro sia sigillabile in caso di fumigazione. 
  3. il materiale infetto se si trasmette per via aerea, deve essere manipolato in cabine di sicurezza o in condizioni di adeguato isolamento.
  4. l’aria del luogo di lavoro deve essere filtrata con un sistema di filtrazione Hepa o simile sia  in entrata che in uscita.
  5. le superfici il pavimento e le altre superfici individuate nella valutazione del rischio devono essere impermeabili e facili da pulire.
  6. è raccomandato che il luogo di lavoro sia mantenuto a una pressione negativa rispetto alla pressione atmosferica.
  7. le superfici devono essere resistenti ai disinfettanti agli acidi ai solventi ed agli alcali. 
  8. l’accesso deve essere limitato soltanto agli operatori addetti.
  9. vi deve essere un efficace controllo dei vettori e dei roditori e insetti.
  10. vi devono essere procedure specifiche di disinfezione.
  11. un eventuale stoccaggio dell’agente biologico del gruppo 3 deve avvenire in adeguate condizioni di sicurezza.
  12. è raccomandato che il personale faccia una doccia prima di uscire dall’area di contenimento.
  13.  in caso di laboratori devono contenere le proprie attrezzature.
  14. in caso di laboratori deve essere prevista una finestra o una soluzione alternativa che consenta di vedere gli occupanti.

Come cambia quindi l’operatività dopo queste modifiche sulla sicurezza dei lavoratori? Cosa cambierà dopo la campagna di vaccinazione? 

Fino a quando i dati non sarà dichiarato che l’immunità di gregge è raggiunta, probabilmente non cambierà un granché. Si continuerà a contingentare le persone negli spazi, si continuerà ad usare disinfettanti per le mani ed lavarsi spesso le mani, si continuerà a pulire e disinfettare ambienti e superfici e si continuerà ad indossare la mascherina (perché il virus si trasmette per via aerea) ricordandosi di cambiarla ogni 4-6 ore, si dovrà lavorare sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi, per “garantire” spazi sicuri. Si introdurranno in modo massivo i test ed i tamponi che rilevano la presenza del virus nelle persone, per evitare di far coincidere nello stesso ambiente la persona infetta asintomatica con gli altri. Continueremo a misurare la febbre alle persone prima che facciano il loro ingresso negli ambienti chiusi.

Ricordiamoci che esistono le camere bianche, dotate di sistemi di filtrazione dell’aria che raggiungono la sterilità, pertanto dotando un ambiente di determinate caratteristiche strutturali e di impianti specifici è possibile aver ambienti con una qualità dell’aria sicura. 

Gli operatori sanitari e gli operatori che per “mestiere” entrano in contatto con le persone (gli operatori del benessere) e vi stanno a meno di un metro e mezzo, e gli operatori che lavorano in situazioni di nebulizzazione, continueranno a portare mascherine FFP2 e indumenti di protezione adeguati. Dovranno inoltre dotarsi di sistemi di filtrazione dell’aria, arrivando a classi di purezza dell’aria adeguate. 

Tutta la sanità e le strutture sociosanitarie andranno in ristrutturazione e rigenerazione degli spazi. Architetti ingegneri, geometri, impiantisti, esperti della sicurezza, saranno chiamati  a rivedere gli spazi,  i flussi di entrata e di uscita, vi saranno studi sulla qualità dell’aria sia negli ambienti “non sanitari” che negli ambienti sanitari. 

Le aziende saranno chiamate a dare prove di efficacia delle loro attrezzature, siano esse sistemi di filtrazione dell’aria che dispositivi di pulizia e disinfezione (ultimamente tutto è “anti-covid” e tutto è certificato dal Ministero salvo poi citare documenti relativi a prove di efficacia del 1996 in cui il Covid 19 non esisteva, meglio essere accurati e verificare direttamente sul sito del Ministero della Salute o verificare le fonti basandosi sui documenti ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio).

Le organizzazioni dovranno alzare il livello di informazione e formazione dei loro operatori, nominare il Covid Manager come figura di riferimento, una persona  che si formi e che tenga monitorato il problema e verifichi l’adeguatezza delle misure in uso in base alle mutazioni che il virus farà, dovranno riorganizzare i flussi di produzione adattandoli alle nuove esigenze di sicurezza, perché un virus che fa un salto di specie e contamina l’uomo e si trasmette per via aerea adesso è uno scenario reale, non è un film apocalittico, è qualcosa che stiamo toccando con mano e con il cuore. 

Ci ha colto impreparati una volta, non potrà riaccadere. 993 morti in Italia il 3 dicembre e 1, 5 milioni di morti nel mondo. In parte a causa dell’effetto imprevisto, in parte a causa dell’effetto “imbecille”, ovvero dell’effetto di coloro che invece di accettare la dimensione reale del problema e affrontarlo, preferiscono minimizzarlo, banalizzarlo, fino a negarlo. 

Se ognuno accetterà l’idea che la pandemia esiste, che possiamo studiare e capire come gestirla (anzi che è già stato fatto e che medici, biologi, virologi, infettivologi e specialisti di tutto il mondo stanno continuando a studiare ed a produrre informazioni scientifiche a supporto di operatori e pazienti) e che per portarla sotto controllo ci vuole l’aiuto di tutti; che indossare una mascherina di comunità ci protegge nella misura in cui ci affianchiamo almeno 1,50m di spazio, che indossare una mascherina FFP2 ci consente di accorciare la distanza in sicurezza, se ci ricordiamo di cambiarla ogni 4 6 ore, e che tuttavia dobbiamo pulire e disinfettare oggetti e superfici, che se adottiamo sistemi o impianti di filtrazione HEPA negli ambienti chiusi, possiamo stare vicini a 1 metro in sicurezza, e in base al tipo di impianto possiamo essere sicuri con una “semplice mascherina chirurgica” o con una FFP2 (anche in base al lavoro che si svolge in quell’ambiente chiuso e in vicinanza). 

I problemi non si risolvono negandoli, non si risolvono ingigantendoli, non si risolvono banalizzandoli e di sicuro non si risolvono con il “secondomeismo”,  corrente che affligge parte degli italiani, quella parte di popolo egocentrico incapace di accettare le regole, che preferisce vivere “secondo me”, escogitare modi per evitare di sottostare alle regole,  anziché agire in funzione del  bene comune. 

Quella parte di popolo che invece che lavorare sull’aria ha acquistato “vaporette” più o meno sofisticate per avere l’idea di disinfettare, oppure ha acquistato sofisticati bracci  di aspirazione per contenere la dispersione senza valutare il problema della turbolenza dell’aria infetta o potenzialmente infetta. Per carità… piuttosto che non fare nulla meglio le vaporetta e i bracci aspiratori, tuttavia se dobbiamo pensare a mettere sotto controllo il problema dell’infezione trasmessa per via aerea sono altri i principi di riferimento

Se invece di esaltare l’italica creatività nell’evitare le regole, facessimo tutti un atto di umiltà e accettassimo che le regole per trattare questo Covid-19 esistono (lavorare sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi, installare sistemi di filtrazione dell’aria, di disinfezione dell’aria, calcolando il numero di ricambia aria/ore/ persone, aumentare la  pulizia e la disinfezione, mantenere la distanza di sicurezza a livello sociale, proteggere le vie respiratorie adeguatamente in base alla professione e dotarsi degli adeguati DPI e in futuro vaccinarsi) e che vanno “solo” rispettate, potremmo mettere fine prima a questa “crisi” lunga 1 anno e che ci accompagnerà per tutto il 2021. 

A questo dovrebbero servire i soldi che l’Unione Europea ha messo a disposizione. Risorse necessarie a ristrutturare tutta la sanità e le strutture sociosanitarie di ogni stato Europeo che ne faccia richiesta.

E’ come se l’Europa avesse capito che il Covid-19 non è un problema locale, che una Pandemia ha a che vedere con la migrazione dei popoli, con la libertà di circolazione ed è come se avesse capito che è il diritto alla salute di tutti i cittadini europei va tutelato. Il piano Pandemico Nazionale ed Europeo non era aggiornato, pagano il prezzo di questa ”svista” 427.252 morti in Europa ( http://www.salute.gov.it/).

In Italia abbiamo una grande legge, il testo Unico 81/08 tutela la salute e la sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro: applicarla bene ci consente già di gestire un problema come il Covid 19.

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