Legge Gelli e responsabilità sanitaria: i tre livelli di responsabilità organizzativa

Responsabilità sanitaria nella Legge Gelli

L’impostazione introdotta dalla Legge Gelli (Legge 8 marzo 2017, n. 24 ) si fonda su una distinzione chiara dei livelli di responsabilità professionale sanitaria in Italia, che nella pratica operativa corrispondono ad ambiti di governo differenti.

  • Da un lato vi è la responsabilità professionale individuale, che attiene alla decisione clinica e all’esecuzione della prestazione secondo scienza e coscienza.
  • Accanto a questa, si colloca la responsabilità della struttura, intesa come insieme delle condizioni infrastrutturali e tecnologiche che rendono possibile l’erogazione della prestazione: ambienti, impianti, apparecchiature, manutenzioni, sicurezza e funzionalità dei luoghi di cura. Questo livello riguarda la solidità tecnica e materiale del contesto in cui il professionista opera.
  • Il terzo livello è rappresentato dalla responsabilità organizzativa e gestionale, che fa capo al soggetto giuridico titolare dell’attività sanitaria. Qui rientrano l’assetto societario o professionale, i rapporti contrattuali, l’attribuzione dei ruoli, i processi decisionali, la gestione del rischio e i sistemi di controllo. È il livello in cui si governa l’organizzazione nel suo complesso.

Questi tre livelli di responsabilità coesistono e operano simultaneamente, ma rispondono a logiche diverse e producono responsabilità distinte.
La prestazione clinica viene quindi letta all’interno di un contesto articolato, in cui:

  • l’infrastruttura garantisce le condizioni materiali
  • l’organizzazione governa processi e decisioni
  • il professionista esercita la competenza clinica.

La chiarezza di questa distinzione consente di attribuire correttamente le responsabilità, rendere leggibile il sistema e dare evidenza di una gestione coerente con l’impostazione introdotta dalla Legge Gelli.

L’assetto organizzativo come criterio di valutazione della responsabilità sanitaria

Con la piena attuazione della riforma, l’organizzazione diventa un elemento valutabile in sé.

Viene osservato:

  • come sono attribuite le responsabilità;
  • come vengono prese le decisioni;
  • come è gestito il rischio clinico;
  • come sono tracciate le scelte rilevanti;
  • come documenti, procedure e pratica quotidiana risultano coerenti tra loro.

L’assetto organizzativo assume valore probatorio.
La qualità dell’organizzazione incide direttamente sulla lettura della responsabilità.

L’organizzazione come obbligo giuridico

A questo punto del percorso normativo, l’organizzazione non rappresenta più una scelta gestionale o una sensibilità imprenditoriale.

Rappresenta un obbligo di legge, perché costituisce lo strumento attraverso cui la struttura dimostra:

  • di aver governato il rischio;
  • di aver attribuito correttamente le responsabilità;
  • di aver esercitato un controllo consapevole sull’attività sanitaria.

L’assenza di un assetto organizzativo strutturato produce un vuoto che viene colmato dall’esterno, attraverso interpretazioni, attribuzioni di responsabilità e valutazioni ex post.

La gestione in coerenza con l’impianto della legge Gelli

Gestire in coerenza con la Legge Gelli significa operare secondo un modello in cui:

  • le decisioni sono attribuibili;
  • i criteri decisionali sono esplicitati;
  • i processi sono leggibili;
  • il rischio è valutato e governato;
  • la documentazione riflette la realtà operativa.

Questo tipo di gestione produce evidenza. L’evidenza consente di distinguere i livelli di responsabilità. La distinzione tutela professionisti e struttura.

Governance sanitaria e tutela professionale

Nel sistema che entra ora a regime, la responsabilità viene letta secondo una logica chiara: si risponde per come l’organizzazione è strutturata per consentire l’attività clinica.

L’atto sanitario viene interpretato all’interno di una catena decisionale, di un sistema di ruoli, di un assetto di governo.

Questo vale per:

  • studi medici individuali evoluti;
  • strutture organizzate;
  • SRL e STP;
  • realtà in crescita o in trasformazione.

La chiusura del periodo transitorio rende pienamente operativa una impostazione già definita: la responsabilità sanitaria è anche responsabilità organizzativa.

L’organizzazione diventa lo spazio in cui la responsabilità si chiarisce, si dimostra e si governa.

La governance  è una componente essenziale della tutela professionale e della sostenibilità della struttura.

Chi governa l’organizzazione governa il rischio. Chi non la governa, lo subisce.

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