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Selezione del personale, affidamento incarichi e misurazione degli obiettivi – Dentista manager

26 Settembre 2018 in Formazione, Lavorare in team, Work | 0 commenti

Selezione del personale, affidamento incarichi e misurazione degli obiettivi – Dentista manager

Selezione del personale affidamento incarichi e misurazione degli obiettivi.

Il momento delle selezioni del personale è di fatto uno stress. Se stai cercando un nuovo collaboratore sei comunque in una fase di cambiamento, ricercata o subita. Anche se il cambiamento lo stai cercando, la selezione del personale è un processo delicato.

Affrontarlo potendo contare su una procedura aiuta. La prima cosa da fare è parlare con il consulente del lavoro e sentire i pro e i contro dei diversi contratti possibili. Farsi fare delle simulazione di stipendio netto e di costo aziendale a seconda del contratto e il preventivo per la gestione del nuovo inserimento. Ogni contratto ha il suo periodo di prova ed è fondamentale conoscerlo. (altro…)

I ruoli nel team e le riunioni – Dentista manager

24 Settembre 2018 in Comunicare, Lavorare in team, Work | 0 commenti

I ruoli nel team e le riunioni – Dentista manager

I RUOLI NEL TEAM.

Quando si parla di team, si parla di ruoli, di valori comuni e di obiettivi da raggiungere insieme. I team hanno la peculiarità di valorizzare le competenze, si arricchiscono con le differenze. Se si parla di team e di ruoli, il pensiero va alle riunioni perché è nell’atto di riunirsi che il team si confronta e cresce.

LE RIUNIONI: QUANDO FARLE, COME INDIRLE, COME GESTIRLE.
Le riunioni sono opportunità di incontro, sono uno spazio in cui portare il proprio contributo. Affinchè siano efficaci vanno pianificate per tempo. Ogni organizzazione deve avere il suo piano riunioni. Le riunioni dell’anno si pianificano con 5 mesi di anticipo. Vale a dire che a luglio si progetta l’anno successivo. Si verifica il calendario, si guarda come cadono le feste, gli eventi culturali principali del settore e si collocano in agenda in modo che tutti possano prendervi parte. (altro…)

La comunicazione, questa sconosciuta – Dentista manager

21 Settembre 2018 in Comunicare, Work | 0 commenti

La comunicazione, questa sconosciuta  – Dentista manager

Non conosco un termine dai contenuti più ampi della parola “comunicazione”. Dentro il concetto di comunicazione c’è un mondo relazionale, fatto di personalità, ruoli, dinamiche, espressività, aspettative ascolto e feedback solo per citare gli elementi di base.

La prima forma di comunicazione avviene attraverso i 5 sensi, tatto, olfatto, gusto, vista, udito. La sintonizzazione emotiva del genitore è uno degli elementi chiave per una buona comunicazione genitore- figlio. La comunicazione non verbale dei primi mesi di vita, costruisce lo spazio relazionale sicuro, l’intimità. (altro…)

Cos’è un sistema premiante? – Dentista manager

19 Settembre 2018 in Comunicare, Leadership e direzione aziendale, Work | 0 commenti

Cos’è un sistema premiante? – Dentista manager

E’ uno degli elementi di crescita professionale a mio avviso più importanti. Un sistema premiante è un modello di incentivi e disincentivi che ravviva la motivazione del team, funge da deterrente a deroghe e libertà arbitrarie, premia il merito e suggerisce “la retta via”.
Lo scopo di un sistema premiante è determinare ciò che è giusto e utile nella cultura aziendale e ciò che è sbagliato e inutile nella cultura aziendale. E’ premiare chi si attiene ai comportamenti corretti e chi li migliora, apportando il suo valido contributo e disincentivare i comportamenti viziati, stimola a crescere dal punto di vista professionale.

Un sistema premiante si definisce in relazione ai ruoli, chi e cosa premio in relazione al ruolo? Si definisce in relazione al modo in cui si premia, come premio? gli incentivi devono essere multipli e diversi perché le persone reagiscono a stimoli diversi e ciò che è attrattivo per uno, può essere demotivante per l’altro, pertanto è importante mettere un punto un sistema premiante variegato che consenta di gratificare le persone in modo stimolante per loro. Un sistema premiante è appunto, sistematico, quando premio? (altro…)

Qual è il modello organizzativo giusto? – Dentista manager

14 Settembre 2018 in Leadership e direzione aziendale, Work | 0 commenti

Qual è il modello organizzativo giusto? – Dentista manager

Torniamo sul tema dell’organizzazione dello studio dentistico ponendoci una domanda fondamentale: qual è il modello organizzativo giusto?

Il modello più adatto alla organizzazione del mio studio

Per rispondere a questa domanda bisogna aggiungere una postilla: qual è il modello organizzativo giusto per me?

Poichè non esistono modelli giusti e modelli sbagliati in assoluto, il modello organizzativo è la conseguenza della visione del leader, è parte degli obiettivi che ci si pone, dello stile che si persegue. (altro…)

Lavorare in team – Dentista manager

31 Agosto 2018 in Comunicare, Formazione, In evidenza, Lavorare in team, Leadership e direzione aziendale, Work | 0 commenti

Lavorare in team – Dentista manager

Perché si lavora in team?

Quando si desidera produrre un servizio o un prodotto qualitativamente e/o quantitativamente superiore ci si organizza con un team che cooperi alla realizzazione del servizio o del prodotto.

All’interno di questo team vi saranno o si svilupperanno competenze specifiche, attitudini, esperienza e professionalità che saranno messe a disposizione dell’obiettivo finale.

Il team odontoiatrico ha finalmente completato i suoi ruoli:

  • c’è l’odontoiatria, declinato in tutte le sue specializzazioni (parodontologo, implantologo, ortodontista, endodontista protesista gnatologo, pedodontista, chirurgo ecc)
  • c’è l’assistente di studio odontoiatrico (riconosciuta con il DPCM 9 febbraio 2018)
  • c’è l’igienista dentale e la segretaria nelle sue declinazioni (amministrativa e di front office e/o office manager)
  • C’è l’imprenditore, ovvero il dentista Manager.

Servono tutti questi ruoli per produrre un buon servizio di salute orale al paziente.

Il dentista può fare tutto da solo?  E’ la sindrome del tuttologo che a volte coglie il dentista: certamente il dentista può svolgere da solo ognuno di questi ruoli con il risultato di produrre di meno in termini numerici e di aumentare il rischio di produrre a un livello qualitativo più basso, a volte per limiti operativi (situazioni anatomiche particolari che richiedono l’aiuto del ruolo ausiliario), a volte per richieste di elevate conoscenze amministrative e/o relazionali.

Abbandoniamo quindi l’idea di svolgere una professione ad alta complessità organizzativa in solitudine e pensiamo invece a come organizzare e gestire il team.

 

Team piccolo o team grande?

E’ questa la prima domanda da porsi quando si sceglie di lavorare in team.

Le dinamiche di gestione di un team piccolo sono diverse da quelle di un team grande. Un numero ridotto di persone, dove ognuna assume più ruoli, consente riunioni più snelle, decisioni più rapidi. Il flusso del lavoro è meno parcellizzato perché è quantitativamente minore, pertanto le dinamiche si analizzano più velocemente e le decisioni sono più rapide.

E’ il caso di 1 medico e 1 ausiliario con innesto di 1 o 2 collaboratori esterni. Se il ruolo ausiliario riveste: il ruolo di ASO clinica, il ruolo di segretaria di front office, il ruolo di segretaria di amministrativa, il ruolo di office manager, il ruolo di ASO addetta ai processi indiretti dello studio (sterilizzazione, laboratori magazzino per citare i principali) e il medico odontoiatria riveste il ruolo di clinico, di imprenditore, di leader e di manager… è probabile che basti una riunione alla settimana, in cui esaminare il flusso dei pazienti, la preventivazione e programmazione dei casi clinici, l’esecutività dei casi clinici, l’organizzazione dei processi indiretti di supporto, ed una riunione al mese per esaminare il processo di gestione.
Lo studio potrebbe essere attivo 4 giorni e mezzo e dedicare 1/2 giornata alla riunione per la gestione dei flussi clinici e gli approfondimenti di ordine e pulizia necessari, ed essere produttivo 17 giorni e mezzo al mese, perché mezza giornata sarebbe dedicata al processo di gestione dell’attività professionale.

Nel caso di un team a 3 membri (medico, ASO e segretaria) il ritmo e la durata delle riunioni organizzative può restare lo stesso, integrando la visione amministrativa del paziente nella visione di pianificazione organizzazione clinica.

Ma immaginate un team a 5 o più membri, il flusso clinico che si processa è più sostenuto, le variabili e le decisioni da prendere anche solo dal punto di vista clinico possono richiedere cooperazione clinica tra professionisti e sicuramente la complessità organizzativa è maggiore.

Un team ha bisogno di organizzazione per funzionare.

 

Team permanenti e team di progetto

Alcuni team sono permanenti, come quelli legati all’organizzazione, altri sono temporanei. Prendono in carico lo studio di fattibilità di un progetto e si sciolgono quando lo studio è terminato.

 

Come si lavora in team?

Si è inseriti in un team in base ad un ruolo che si riveste o che viene attribuito in funzione del team.

Si pensi ai team di progetto, potrebbero essere guidati da una persona il cui ruolo è ausiliario, e tuttavia assumere la direzione del team per esperienza specifica o professionalità acquisita o conoscenza del progetto.

Quindi il primo requisito per ben lavorare in team è capire in quale ruolo si è presenti nel team. Capito il ruolo affidato e le aspettative correlate, sarà più facile entrare in sinergia e portare il proprio contributo. Il ruolo identifica delle responsabilità affidate, degli ambiti di competenza, dei compiti di cui ci si occupa e va inoltre tenuto presente che la persona che riveste il ruolo potrebbe essere esperta ed avere una storia aziendale di molti anni, oppure essere appena entrata nel team, ed essere ancora in fase di tutoraggio.

I successi si costruiscono, con la forza della determinazione, con l’energia del team che è maggiore di quella di un gruppo di individui che lavorano insieme.

In un team ognuno ha il proprio ruolo, le proprie responsabilità affidate, conosce le aspettative correlate al proprio ruolo e conosce il proprio livello di esperienza.

Ogni ruolo presuppone una certa autonomia e discrezionalità operativa e gestionale, tuttavia avere la capacità di chiedere aiuto è fondamentale. Chiedere aiuto quando si lavora in team, significa essere concentrati sull’obiettivo finale, sul bene comune e aver capito che la propria inesperienza può ostacolare o rallentare il raggiungimento del risultato.  In un team organizzato, composto da ruoli professionali ben dichiarati, non c’è posto per comportamenti immaturi, per gli imboscati per gli scarica barile, per i “non so o non c’ero”, i “non sono stato io”, per tutti quei comportamenti che invece di favorire la cooperazione la boicottano.

 

Cultura dell’efficienza o cultura dell’efficacia?

La cultura aziendale è l‘insieme degli assunti fondamentali che guidano l’organizzazione. L’insieme di valori, metodo, approccio, comportamenti che un’organizzazione decide di darsi in relazione al livello di qualità che intende erogare.

La cultura aziendale ha ovviamente a che vedere con il Leader, con il suo stile di leadership.

Un leader formale, direttivo o autoritario, accentratore, tenderà a dare compiti vincolati da istruzioni operative precise, a dare incarichi formali, a richiedere verbali di riunione e fare scelte rapide a basso confronto.

Un leader che adotta uno stile partecipativo, autorevole, che delega e controlla, darà autonomia operativa e gestionale e baderà alla sostanza dei risultati più che al modo in cui si sono raggiunti, fatto salvo il rispetto della cultura aziendale degli standard di qualità definiti. Tenderà a fare riunioni più lunghe ad ascoltare il feedback dei partecipanti, ad arrivare a soluzioni promosse e condivise in team.

 

La comunicazione nel team

Chi guida e orienta il team meeting?

Gestire le riunioni è un’arte che si può imparare. Le dinamiche di socializzazione portano le persone ed entrare in contatto nei modi più diversi e unici come uniche sono le persone.
Quando riunisci il team per una riunione capisci di averlo organizzato e condotto bene se inizi puntuale, raggiungi gli obiettivi che ti sei prefissato, ti porti a casa qualcosa di nuovo e utile, finisci all’ora prevista e il clima è partecipe e cordiale.

Per arrivare a questo obiettivo, è necessario organizzare la riunione nella fascia oraria “giusta” nel giorno” giusto “nel “periodo adeguato dell’anno, dove per giusto si intende giusto per l’organizzazione.

Bisogna darne comunicazione per tempo, fare in modo che tutti diano lo stesso indice di priorità alla riunione, informare sulla necessità di arrivare alla riunione preparati sugli argomenti all’ordine del giorno e specificare ciò che è espressamente escluso dalla riunione perché rimandato ad altra sede.

 

Vuoi essere un dentista manager?

Lavorare in team sarà il terzo degli argomenti che io affronterò nel 4° Master 2018 il Dentista Manager.

Gabriele Vassura affronterà i compensi dei collaboratori, l’analisi dei risultati economici dell’attività e altro ancora.

Sarà un Master interessante, 4 week end ricchi di informazioni, strumenti e tecniche per evolvere la gestione della professione, da settembre 2018 a dicembre 2018 (28-29/09 – 26/27-10 16-17/11 14-15/12).

 

Leadership personale e leadership professionale – Dentista manager

28 Agosto 2018 in Comunicare, Formazione, In evidenza, Lavorare in team, Leadership e direzione aziendale, Work | 0 commenti

Leadership personale e leadership professionale – Dentista manager

La leadership personale è l’espressione della propria personalità.

Ha a che fare con il vissuto della persona, con i suoi valori e le sue motivazioni. E’ la capacità di orientare se stesso, di motivarsi a perseguire i propri obiettivi, di avere una visione degli obiettivi personali di sviluppo, la capacità di mettere in pratica azioni che portano al raggiungimento di questi obiettivi. E’ coerenza e maturità, consapevolezza di sé e del proprio scopo nel mondo. Ogni persona che incontriamo nella vita è il leader di se stesso.

L’arte della leadership professionale invece, è la capacità di fare in modo, che in un determinato contesto o situazione, tutti convergano verso una visione condivisa, in modo sinergico, dai valori condivisi, con analoghi livelli di motivazione, con analogo impegno e partecipazione, guidati da una persona che ha chiari in mente gli obiettivi da raggiungere, il ritmo delle azioni che si devono susseguire, i passi da compiere per la soddisfazione comune.

Sembra facile? Per nulla.

In odontoiatria, il professionista si trova al comando… “suo malgrado”. E’ il compromesso che accetta quando sente il bisogno di costruire qualcosa di suo, di esprimere se stesso libero da condizionamenti, di essere in contatto diretto con il paziente, oneri e onori.

Diventa leader “suo malgrado”, non si prepara alla leadership, non dedica tempo alla sua formazione di manager e di leader, e si concentra totalmente sull’attività clinica.

Ancora oggi sento diversi professionisti titolari di studio, che sono attivi in clinica 40 ore alla settimana e non concepiscono di fermare l’attività clinica in favore del tempo da dedicare alla gestione, e la vivono ancora oggi come una perdita di tempo. Al bisogno, ritagliano qua e là un paio di ore e non capiscono perché le cose gli sfuggono di mano.

Personalmente ritengo che dedicare tempo alla gestione sia un lusso da concedersi che ripaga ampiamente a medio e lungo termine.

Chi è il leader? Come lo riconosco nel team?

Il leader formale è colui che è investito ufficialmente di autorità (titolare di partita Iva, socio di maggioranza, amministratore della società, socio dello studio associato, il manager).

Il leader informale è colui che, a prescindere dalla carica, è riconosciuto di fatto dal gruppo, come colui che ispira motiva guida e orienta il gruppo. Qualcuno che ha una spiccata leadership personale, è maturo e sa quello che vuole.

Per l’armonia del gruppo è importante che il leader formale e il leader informale convergano sui valori che caratterizzano lo stile di lavoro, sugli obiettivi che ci si propone di raggiungere, e sui ruoli e relative responsabilità. Se leader informale e leader formale cooperano, ne trarrà beneficio tutto il gruppo.

Cosa fa un leader?

Il leader lavora su se stesso, sulla propria personalità, si performa, perché sa che dal suo equilibrio e dalla sua forza psicologica nasceranno la forza e l’equilibrio del gruppo. Spesso i leader si fanno affiancare da business coach, figure professionali che aiutano a definire e rinnovare i propri obiettivi, aiutano a verificare che siano adeguati al contesto, oppure che siano obiettivi coerenti e utili.

Potersi confrontare con una figura che non è coinvolta nell’organizzazione, che non ha interessi personali e non viene coinvolto dalle decisioni che si prenderanno per raggiungere gli obiettivi, significa darsi la possibilità di crescere, di riflettere su di sé in un patto di fiducia, che consente di esplorare le proprie idee e intuizioni imprenditoriali, valutandone pro e contro, l’effettiva utilità e gli sforzi necessari. Compito del coach è fare domande mirate, con lo scopo di favorire l’analisi delle proprie idee. I leader, proprio per il ruolo che rivestono e le responsabilità correlate alla leadership, hanno bisogno di aiuto mirato, per immaginare effetti e conseguenze delle loro idee in azione.

Come opera quindi un leader? Un leader spiega al team con le parole adatte quello che vuole raggiungere, dimostra con l’esempio cosa si aspetta dagli altri, ispira il team e promuove la condivisione dei valori e degli obiettivi, ascolta il feedback di tutti, comunica in modo empatico, sa assumersi le sue responsabilità, gratifica se stesso e il team e fa in modo che tutti partecipino con piacere all’esperienza professionale.

C’è differenza tra leader e manager?

La leadership è complementare al management.

Il management è centrato sul fare, sull’analisi dei problemi e la scelta di strategie e procedure che rendono la struttura organizzata razionale ed efficiente.

Affiancare al management la leadership, significa pensare in termini proattivi, pensare all’evoluzione dell’organizzazione, all’innovazione, è intuire il cambiamento e organizzarsi per tempo per affrontarlo, prima degli altri, per avere vantaggio competitivo, ispirando il team, illustrando la visione del futuro e i benefici che i cambiamenti immaginati porteranno ad ogni membro del gruppo, affinché vi partecipi con energie ed entusiasmo.

Qual è lo stile di leadership?

Si torna alla personalità, lo stile “è un modo abituale di comportarsi che contribuisce a distinguerci dagli altri”.

I comportamenti originano dalla personalità, che è l’espressione del vissuto personale dell’individuo. Comportamenti abituali contribuiscono a creare lo stile di personalità.

Consapevolizzato che lo stile riveste anche il ruolo di leader (a prescindere se formale o informale), si può scegliere lo stile che si intende adottare, e performare i comportamenti di ruolo.

Se nella vita privata ad esempio, si adottano comportamenti impulsivi, perché si ama farsi guidare dall’istinto e dal proprio “sesto senso” o vivere in modo spontaneo e “di pancia” oppure correre dei rischi scatena “un brivido di eccitazione”, oppure si è molto direttivi nella vita sociale e si impone facilmente agli altri il proprio volere, si potrebbe scegliere di adottare uno stile di leadership diverso per l’ambito professionale, più prudente, più razionale, più condiviso, perché più funzionale al contesto professionale.

Per attuare un nuovo stile, è necessario lavorare su se stessi, consapevolizzare la propria impulsività, l’attrattiva per il rischio, la determinazione nell’influenzare i comportamenti degli altri, e decidere di liberare questi tratti solo nei contesti privati, e/o di gestirli in modo diverso nel contesto professionale, affinchè la leadership si esprima al suo meglio e non diventi un delirio narcisistico.

In quale situazione si esplica la leadership?

Gli studi odontoiatrici sono attività ad alta complessità organizzativa. La quantità di norme sanitarie che interagiscono è notevole e la gestione organizzativa della conformità amministrativa è impegnativa.

Il modello di business delle catene ha cambiato il mercato, ha definitivamente influenzato la percezione del prezzo e del servizio del paziente, la pubblicità richiede nuove competenze di comunicazione, il tempo della relazione è diventato tempo di cura, a sottolineatura del fatto che in questo mondo frenetico, la dinamica di relazione medico-paziente è ancora una relazione di fiducia che necessita di tempo, tempo per spiegare il percorso terapeutico, i pro e i contro, e fare in modo che il paziente capisca e partecipi consapevolmente alla cura.

L’attività clinica è più sofisticata di un tempo: telecamere a fluorescenza, microscopi, laser, TAC, dispositivi di infusione calibrata di anestetico, sedazione cosciente, scansioni, e fresatori digitali, nanotecnologie, materiali biocompatibili e Linee Guida cliniche che fissano gli standard minimi di qualità clinica, alzano il livello della complessità operativa a favore di prestazioni più sicure per il paziente.

Gli investimenti necessari per svolgere la professione odontoiatrica orientata al 3.0 richiedono una attenta gestione finanziaria ed economica, una corretto inquadramento fiscale, obiettivi di fatturato e budget di previsione annuali.

E questa la situazione in cui esplica la leadership odontoiatrica. Ecco perché non è per nulla facile.

Però, odontoiatria = passione e le passioni muovono il mondo. I leader odontoiatri di solito sono passionali, visionari, decisi a lasciare il loro contributo alla storia dell’odontoiatria (alcuni), tutti di sicuro decisi a lasciare il loro contributo nella storia di salute orale del paziente.

Vuoi essere un dentista manager?

“La leadership” è il secondo degli argomenti che io affronterò nel 4° Master 2018 il Dentista Manager.

Gabriele Vassura affronterà come si determina il prezzo delle prestazioni, quali sono gli indici di redditività (che sono gli effetti di una buona leadership) ed io mi concentrerò sugli elementi da conoscere per affinare la propria, per preformarla e renderla funzionale alla situazione in cui la si esplica.

Sarà un Master interessante, 4 week end ricchi di informazioni, strumenti e tecniche per evolvere la gestione della professione, da settembre 2018 a dicembre 2018 (28-29/09 – 26/27-10 16-17/11 14-15/12).

Comunicazione efficace e ruolo – Dentista manager

24 Agosto 2018 in Comunicare, Formazione, In evidenza, Lavorare in team, Leadership e direzione aziendale, Work | 0 commenti

Comunicazione efficace e ruolo – Dentista manager

“L’efficacia della comunicazione è correlata alla consapevolezza del ruolo”.

Questa frase è la sintesi di una dinamica molto più ampia e potrebbe essere un nuovo assioma della comunicazione, tanto è vera.

Tutti vogliamo comunicare in modo efficace, e investiamo tempo ed energie per imparare a comunicare meglio di quanto ci venga “spontaneamente”.

Ci sono molte tecniche di comunicazione, alcune molto molto efficaci, ma approfondire la centralità del ruolo che si riveste nella dinamica di comunicazione, è capire il perno attorno al quale inserire le informazioni sulle tecniche di comunicazione.

Cos’è il ruolo?

Nell’arco della vita rivestiamo diversi ruoli… figli, fratelli, cugini, nipoti, amici, compagni, amanti, fidanzati, mariti, mogli, cognati, ex coniugi, genitori, zii, nonni per citare i principali a taglio affettivo. Alunni, studenti, diplomati, laureandi e laureati, apprendisti, lavoratori, professionisti, per citare quelli a taglio personale. Dipendenti, collaboratori, liberi professionisti, imprenditori e manager per citare quelli a sfondo professionale.

Per ognuno di questi ruoli si creano aspettative, perché il ruolo è un insieme strutturato di comportamenti attesi da parte di un soggetto in una determinata posizione sociale.

Ecco perché l’efficacia della comunicazione dipende dalla consapevolezza di ruolo.

Se non si tiene a mente che al ruolo occupato nella dinamica di comunicazione, si associano aspettative, si possono creare distorsioni all’interno del processo di comunicazione.

Perché molte delle incomprensioni e dei contrasti di comunicazione, sono dovuti alla delusione delle aspettative correlate al ruolo.

“Non mi hai deluso per quello che hai detto, mi hai deluso perché pensavo che eri mio amico…” ovvero fa male la delusione dell’aspettativa di un comportamento amicale, non la risposta oggettiva.

Entrare in contatto con gli altri è una necessità psicologica, l’uomo è un animale sociale a diverse intensità. Qualcuno è più introverso e solitario e cerca meno il contatto con l’altro, altri sono molto socievoli e psicologicamente più aperti o curiosi dell’altro e cercano di più il contatto sociale.

Comunicare nella piena consapevolezza del ruolo che si occupa nella dinamica di comunicazione, agevola le relazioni.

Le parole sono importanti, le parole ci consentono di esprimere e trasmettere all’altro le nostre necessità, i nostri valori, le nostre esigenze. Nella comunicazione siamo egocentrici, ciò che ci muove al contatto con l’altro è di fondo una necessità, fosse anche la necessità di conoscere meglio l’altro. Comunichiamo per soddisfare un nostro bisogno, per questo dico che la comunicazione è egocentrica.

Spostando l’attenzione su che ruolo verrà attribuito dall’interlocutore nella dinamica di comunicazione che ci si appresta ad instaurare o a vivere, consentirà di gestire meglio la relazione.

Un esempio pratico di comunicazione efficace e ruolo

Passando ad un esempio pratico: sono il titolare di un’azienda.

Le posizioni apicali portano con sé l’aspettativa di colui che decide, nel caso dei professionisti della salute, oltre a colui che decide, che orienta e dirige l’impresa, anche di colui che sa come si curano le persone.

Mi viene posta una domanda, la cui risposta presuppone la scelta di una direzione da prendere. Mi viene posta da qualcuno che riveste un ruolo subordinato, in un momento in cui sono il professionista della salute, non il titolare che orienta e dirige l’impresa.

La risposta giusta da dare non è la risposta oggettiva, bensì la risposta che educa l’interlocutore a distinguere il ruolo, ovvero:

“E’ urgente che io risponda adesso?“

Nel caso, a seguire, si informerà il subordinato di porre i suoi quesiti che richiedono una scelta di impresa, prima che diventino urgenti, quando sono ancora allo stato di necessità o meglio, di importanza e non in un contesto clinico se possibile.

“Quando avrò terminato l’intervento con il paziente, ti comunicherò come intendo procedere.”

Questo tipo di risposta non è “spontanea”, la risposta spontanea è focalizzarsi sulla domanda oggettiva e dare la risposta oggettiva, con queste possibili conseguenze:

  • di comunicare in modo stizzito per l’interruzione subita
  • di prendere una decisione poco ragionata
  • di deludere le aspettative del paziente e/o del subordinato causa i toni stizziti.

Immaginate adesso questa dinamica che si ripete tutto il giorno, in qualunque momento.
Per il fatto che rivestite una posizione apicale, le persone che lavorano con voi, continuano a porre le loro domande a raffica aspettandosi risposte rapide ed efficaci. Scelte, orientamenti e decisioni: nel ruolo di medico, (al paziente vuole 2 o 3 ore per l’intervento?); nel ruolo di titolare (posso avere due ore libere giovedì pomeriggio?); nel ruolo di manager/imprenditore (l’attrezzatura la vuole comprare in leasing o fa un finanziamento? C’è l’offerta sul materiale, facciamo scorta? Il paziente non ha pagato, lo sollecito ancora o devo passare all’avvocato?).

Sbagliate uno dei toni a queste risposte e vi sarà una delusione delle aspettative, sbagliate la risposta e vi starete coltivando un problema da risolvere successivamente.

Ogni persona coinvolta in una dinamica di relazione deve avere chiaro i ruoli che riveste, le aspettative correlate e organizzarsi per gestirli tutti in modo appropriato.

Vuoi essere un dentista manager?

“Comunicazione efficace e ruolo” è uno degli argomenti che io affronterò nel 4° Master 2018 il Dentista Manager.

Gabriele Vassura affronta i temi del management della professione odontoiatrica. Spiega il cambio di passo, necessario per la gestione della professione odontoiatrica, a tutti i livelli, gestione dei costi, degli investimenti, il marketing, la forma giuridica adatta per le professioni sanitarie del futuro.

Io mi concentro sugli argomenti del business coaching,  ruoli e leadership, sul team e sul modello organizzativo, sul sistema premiante e sulla comunicazione, sull’allocazione dei ruoli all’interno dei team e l’affidamento delle responsabilità e sul sistema di controllo, perché la professione del futuro è in team, ha bisogno di manager e di strumenti di gestione d’impresa, affinché il professionista della salute possa esercitare in serenità.

Sarà un Master interessante, 4 week end ricchi di informazioni, strumenti e tecniche per evolvere la gestione della professione, da settembre 2018 a dicembre 2018 (28-29/09 – 26/27-10 16-17/11 14-15/12).

Formazione Privacy, primo obbligo del Titolare del trattamento

8 Giugno 2018 in Featured, Formazione, In evidenza, Work | 0 commenti

Formazione Privacy, primo obbligo del Titolare del trattamento

Si intitola “Formazione Privacy, primo obbligo del Titolare del trattamento” e si terrà martedì 3 luglio 2018 dalle 9.00 alle 16.30 a Limena (Pd) in Via Volta 5, il corso dedicato agli odontoiatri organizzato da presso Dental Club S.p.A.

Il regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR),  entrato ufficialmente in vigore il 24 maggio 2016 e divenuto applicabile in tutti i Paesi Ue dal 25 maggio scorso impone una seria attenzione al tema della privacy, anche per gli odontoiatri.

Obiettivo del corso
• comprendere i principi che regolano la protezione dei dati
• capire quali sono le responsabilità soggettive e oggettive del trattamento
• capire quali informazioni devono contenere i documenti da redigere per adeguarsi al regolamento
• capire come le autorità di controllo vigilano sull’applicazione del regolamento
• conoscere come si organizza l’adeguamento strutturale, documentale, comportamentale
• come integrare la valutazione del rischio nella privacy
• come organizzare il piano di adeguamento
• come predisporre la procedura di verifica periodica della tenuta del sistema.
Relatori: Avv. Silvia Stefanelli e Roberta Pegoraro

Programma
1. Basi giuridiche del trattamento (avv. Stefanelli)
2. I documenti della privacy – informative, contratti, autorizzazioni, registro (avv. Stefanelli)
3. Responsabilità e sanzioni, il ruolo del DPO e del Garante Privacy (avv. Stefanelli)
4. Presa visione del software di autovalutazione sullo stato di adeguatezza al GDPR, disponibile sul sito
www.checklegal.org (avv. Stefanelli)

1. Organigramma Privacy , formazione, codici di comportamento (Roberta Pegoraro)
2. La sicurezza strutturale, comportamentale e informatica (Roberta Pegoraro)
3. La valutazione del rischio (Roberta Pegoraro)
4. Il piano di adeguamento, la formazione interna e le verifiche periodiche (Roberta Pegoraro)

I partecipanti al corso potranno godere di uno sconto del 20 % sull’accesso al software.
Quota di iscrizione € 80 iva esclusa

Prenotazioni ed informazioni
Dental Club S.p.A. – Limena (Pd)
Tel. 049 7662870 Fax 049 8841406
padova@dentalclub.it

Pubblicità sanitaria: come sta cambiando?

10 Gennaio 2018 in Comunicare, Formazione, In evidenza | 0 commenti

Pubblicità sanitaria: come sta cambiando?

La pubblicità è anche l’anima dei servizi sanitari? No di certo verrebbe da dire!

La professione sanitaria è fondata su una relazione di natura professionale assai complessa con il paziente.
Il tema della comunicazione con i pazienti e della pubblicità sanitaria è di grande attualità; più che nelle altre professioni incrocia quello dell’impresa e ne diventa parte integrante.
Le imprese del settore stanno cambiando l’approccio al paziente? (altro…)