La rilevanza giuridica della comunicazione sanitaria sui social network

La rilevanza giuridica della comunicazione sanitaria sui social network

Quale rilevanza giuridica ha la comunicazione sui social network?
un tema che tratteremo tra pochi giorni a Bologna durante il Corso del 15 novembre “Settore dentale: a comunicazione on line efficace e nel rispetto delle normative del settore”.

Entriamo nel merito con una anticipazione. Ho posto 5 domande sul tema all’Avv. Valeria Fabbri e all’Avv. Alessandra Delli Ponti dello Studio Stefanelli.

 

1. La comunicazione attraverso i social network da parte di soggetti sanitari richiede qualche accortezza?

Da premettere che non esiste una specifica regolamentazione in materia. Non esistono, cioè, né norme di legge, né norme deontologiche che disciplinino la comunicazione attraverso le piattaforme social. Ciò non vuol dire che si possa comunicare liberamente qualsiasi contenuto e/o in qualsiasi forma. Ad oggi, stante l’esplosione del fenomeno dei social come mezzi di comunicazione anche professionale/commerciale, i controlli da parte di tutte le possibili autorità competenti – es. Ordini professionali, Garante della concorrenza e del mercato – si concentrano d’ufficio e/o sulla base di segnalazioni di terzi anche sui social.
La comunicazione sanitaria a mezzo di tali strumenti dovrà essere orientata in primo luogo alla correttezza e trasparenza in favore del consumatore potenzialmente interessato al prodotto/servizio. Ma bisogna senza dubbio stare attenti a cosa si dice e a come lo si dice.

2. Come si differenzia la pubblicità dall’informazione sanitaria?

L’informazione sanitaria è quella volta a trasmettere contenuti non “commerciali”. La comunicazione, cioè, non dovrebbe mirare a vendere alcun prodotto e/o servizio.
In questo modo otteniamo “a contrariis” anche la definizione di pubblicità sanitaria, la quale, oltre ad informare, ha il fine principale di reclamizzare un bene e/o un servizio.
Con riferimento alla pubblicità dei professionisti, da segnalare la definizione di “pubblicità informativa” introdotta dal c.d. “Decreto Bersani”: in base a tale definizione la pubblicità sanitaria non può avere ad oggetto solo slogan ed offerte, ma deve avere anche contenuti informativi, di modo che il consumatore riceva una informazione corretta e completa sulle prestazioni oggetto di quello slogan o di quella offerta (in sostanza, non solo a quanto si “offre”, ma anche cosa e come).
La normativa in materia ci deriva sia dagli Ordini professionali che dallo stato, quindi le regole da incrociare tra loro sono numerose.
In sostanza, per poter formulare una pubblicità corretta, occorre stare attenti sia all’Ordine di appartenenza che alla normativa statale: i controlli e, soprattutto, le sanzioni possono arrivare da entrambe le direzioni.

3. E’ ammessa la pubblicità comparativa: come si formula correttamente un messaggio pubblicitario?

Le preoccupazioni del legislatore in materia sono due: tutelare i consumatori cui gli slogan si rivolgono, ma anche garantire una situazione di concorrenza leale tra le imprese e/o i professionisti di uno stesso settore.
Pertanto, le norme in materia, che possiamo trovare in buona parte trasfuse nel Codice del Consumo, vanno tendenzialmente in queste due direzioni.
Tra le tante “regole” per svolgere una pubblicità comparativa corretta, qui di seguito alcune delle indicazioni più importanti… il messaggio promozionale:
– non deve essere ingannevole;
– deve confrontare beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni;
– deve confrontare una o più caratteristiche essenziali (compreso il prezzo) di tali beni o servizi;
– non deve creare confusione sul mercato fra l’operatore pubblicitario ed un
concorrente;
– non deve gettare discredito sul marchio/servizio/prodotto di un concorrente.
Formulare un messaggio comparativo corretto non è semplice, quindi attenzione: numerosissimi sono i casi in cui l’Antitrust – autorità che, come noto, vigila anche sulla correttezza delle iniziative commerciali – ha applicato delle sanzioni pecuniarie molto salate.

4. L’ affidamento alle agenzie di comunicazione esonera dalle responsabilità ?

È una domanda non semplice che necessita una piccola premessa: di che responsabilità parliamo? Perché indubbiamente la commissione di illeciti nella gestione di un sito internet possono essere di varia natura:per esempio la violazioni della privacy, della normativa sul diritto d’autore o della normativa sulla pubblicità. A seconda poi dell’illecito si potranno riscontrare delle sanzioni penali o amministrative o un obbligo di risarcimento del danno.
Le responsabilità penali e amministrative sono personali e, quindi, colui che commette l’illecito in ambito di responsabilità civile il discorso è un po’ più complesso. Diciamo che sicuramente è possibile generalizzare dicendo che in caso di illecito le responsabilità nascenti andranno individuate – in prima battuta – a chi commette il fatto o a chi è titolare del sito internet in cui o con il quale è commesso il fatto. L’eventuale coinvolgimento nelle responsabilità delle agenzie di comunicazione dipende soprattutto da cosa si stabilisce nel contratto. Questo, che spesso, però, è un format standard proposto dalle stesse agenzie e, quindi, sbilanciato a favore di queste, va esaminato con molta attenzione e, nel caso modificato. Pertanto, per esonerarsi o comunque tutelarsi, soprattutto per la responsabilità civile, è necessario verificare le obbligazioni le eventuale manleve previste e attivarsi per inserire, invece, opportune clausole di tutela del committente del lavoro.

5. Quali sono i profili di responsabilità delle forme societarie ?

Non è facile rispondere esaustivamente a questa domanda perché rappresenta molte variabili.
Ma in questo tema è importante segnalare un paio di punti critici che non tutti conoscono o hanno presente.
Un problema di responsabilità lo troviamo nelle società di persone, come ad esempio le s.n.c., società in nome collettivo. Sotto il profilo penale, infatti tutti gli amministratori di una s.n.c. possono rispondere di una sanzione moltiplicata per ciascun amministratore se non esiste una delega o procura pre-esistente rispetto al fatto illecito dove si attribuiva la responsabilità per quell’attività a quel socio. Si pensi, ad esempio, al caso di una sanzione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, se non è indicato l’Amministratore che riveste il ruolo di datore di lavoro tutti gli amministratori potrebbero essere chiamati a pagare la stessa sanzione.
Un altro punto, forse poco noto, sulle responsabilità delle forme societarie è la responsabilità amministrativa delle imprese ai sensi del D.lgs. 231/2001. Tra i reati per i quali le sanzioni 231 possono oggi scattare c’è anche la violazione della normativa sul diritto d’autore che è un aspetto fondamentale nella gestione dei siti internet.
Sotto poi il profilo della responsabilità civile, ovvero degli eventuali danni che una società può arrecare a terzi, si pensi ad esempio per diffusione di informazioni non veritiere o trattamento illecito di dati, è importante per limitare il rischio stabilire i rapporti con tutti i soggetti che partecipano. In questo senso, come si è già detto, è bene capire obblighi e responsabilità anche dei soggetti delle agenzie di comunicazioni così come sono disciplinate nel contratto tra le parti.

 


 

Il CORSO “Settore dentale: a comunicazione on line efficace e nel rispetto delle normative del settore” affronterà anche questi argomenti nel dettaglio. Inoltre vedremo:

  • Privacy copyright e codice di deontologia medica (Avvocato Silvia Stefanelli.Esperta in diritto sanitario)
  • Strategie di comunicazione on line finalizzate (Dott. Massimo Fini e Ing. Michele Reali)
  • Come organizzare e redigere di un piano editoriale. Selezione degli argomenti e redazione dei testi nel rispetto delle normative (Roberta Pegoraro).

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50 POSTI DISPONIBILI – CHIUSURA ISCRIZIONI 10 novembre 2014
Costo del corso = €80,00+ iva al 22 % = € 97,60 (coffee break e lunch compreso)
IBAN IT13C0585658590040571251655
Durata del corso : 9.30 -15.30
Sede : B4 Hotels, Viale Lenin, 43 – Bologna  EDIZIONI MARTINA, VIA P.A.ORLANDI N 24 Bologna

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