Leadership personale e leadership professionale – Dentista manager

Leadership personale e leadership professionale – Dentista manager

La leadership personale è l’espressione della propria personalità.

Ha a che fare con il vissuto della persona, con i suoi valori e le sue motivazioni. E’ la capacità di orientare se stesso, di motivarsi a perseguire i propri obiettivi, di avere una visione degli obiettivi personali di sviluppo, la capacità di mettere in pratica azioni che portano al raggiungimento di questi obiettivi. E’ coerenza e maturità, consapevolezza di sé e del proprio scopo nel mondo. Ogni persona che incontriamo nella vita è il leader di se stesso.

L’arte della leadership professionale invece, è la capacità di fare in modo, che in un determinato contesto o situazione, tutti convergano verso una visione condivisa, in modo sinergico, dai valori condivisi, con analoghi livelli di motivazione, con analogo impegno e partecipazione, guidati da una persona che ha chiari in mente gli obiettivi da raggiungere, il ritmo delle azioni che si devono susseguire, i passi da compiere per la soddisfazione comune.

Sembra facile? Per nulla.

In odontoiatria, il professionista si trova al comando… “suo malgrado”. E’ il compromesso che accetta quando sente il bisogno di costruire qualcosa di suo, di esprimere se stesso libero da condizionamenti, di essere in contatto diretto con il paziente, oneri e onori.

Diventa leader “suo malgrado”, non si prepara alla leadership, non dedica tempo alla sua formazione di manager e di leader, e si concentra totalmente sull’attività clinica.

Ancora oggi sento diversi professionisti titolari di studio, che sono attivi in clinica 40 ore alla settimana e non concepiscono di fermare l’attività clinica in favore del tempo da dedicare alla gestione, e la vivono ancora oggi come una perdita di tempo. Al bisogno, ritagliano qua e là un paio di ore e non capiscono perché le cose gli sfuggono di mano.

Personalmente ritengo che dedicare tempo alla gestione sia un lusso da concedersi che ripaga ampiamente a medio e lungo termine.

Chi è il leader? Come lo riconosco nel team?

Il leader formale è colui che è investito ufficialmente di autorità (titolare di partita Iva, socio di maggioranza, amministratore della società, socio dello studio associato, il manager).

Il leader informale è colui che, a prescindere dalla carica, è riconosciuto di fatto dal gruppo, come colui che ispira motiva guida e orienta il gruppo. Qualcuno che ha una spiccata leadership personale, è maturo e sa quello che vuole.

Per l’armonia del gruppo è importante che il leader formale e il leader informale convergano sui valori che caratterizzano lo stile di lavoro, sugli obiettivi che ci si propone di raggiungere, e sui ruoli e relative responsabilità. Se leader informale e leader formale cooperano, ne trarrà beneficio tutto il gruppo.

Cosa fa un leader?

Il leader lavora su se stesso, sulla propria personalità, si performa, perché sa che dal suo equilibrio e dalla sua forza psicologica nasceranno la forza e l’equilibrio del gruppo. Spesso i leader si fanno affiancare da business coach, figure professionali che aiutano a definire e rinnovare i propri obiettivi, aiutano a verificare che siano adeguati al contesto, oppure che siano obiettivi coerenti e utili.

Potersi confrontare con una figura che non è coinvolta nell’organizzazione, che non ha interessi personali e non viene coinvolto dalle decisioni che si prenderanno per raggiungere gli obiettivi, significa darsi la possibilità di crescere, di riflettere su di sé in un patto di fiducia, che consente di esplorare le proprie idee e intuizioni imprenditoriali, valutandone pro e contro, l’effettiva utilità e gli sforzi necessari. Compito del coach è fare domande mirate, con lo scopo di favorire l’analisi delle proprie idee. I leader, proprio per il ruolo che rivestono e le responsabilità correlate alla leadership, hanno bisogno di aiuto mirato, per immaginare effetti e conseguenze delle loro idee in azione.

Come opera quindi un leader? Un leader spiega al team con le parole adatte quello che vuole raggiungere, dimostra con l’esempio cosa si aspetta dagli altri, ispira il team e promuove la condivisione dei valori e degli obiettivi, ascolta il feedback di tutti, comunica in modo empatico, sa assumersi le sue responsabilità, gratifica se stesso e il team e fa in modo che tutti partecipino con piacere all’esperienza professionale.

C’è differenza tra leader e manager?

La leadership è complementare al management.

Il management è centrato sul fare, sull’analisi dei problemi e la scelta di strategie e procedure che rendono la struttura organizzata razionale ed efficiente.

Affiancare al management la leadership, significa pensare in termini proattivi, pensare all’evoluzione dell’organizzazione, all’innovazione, è intuire il cambiamento e organizzarsi per tempo per affrontarlo, prima degli altri, per avere vantaggio competitivo, ispirando il team, illustrando la visione del futuro e i benefici che i cambiamenti immaginati porteranno ad ogni membro del gruppo, affinché vi partecipi con energie ed entusiasmo.

Qual è lo stile di leadership?

Si torna alla personalità, lo stile “è un modo abituale di comportarsi che contribuisce a distinguerci dagli altri”.

I comportamenti originano dalla personalità, che è l’espressione del vissuto personale dell’individuo. Comportamenti abituali contribuiscono a creare lo stile di personalità.

Consapevolizzato che lo stile riveste anche il ruolo di leader (a prescindere se formale o informale), si può scegliere lo stile che si intende adottare, e performare i comportamenti di ruolo.

Se nella vita privata ad esempio, si adottano comportamenti impulsivi, perché si ama farsi guidare dall’istinto e dal proprio “sesto senso” o vivere in modo spontaneo e “di pancia” oppure correre dei rischi scatena “un brivido di eccitazione”, oppure si è molto direttivi nella vita sociale e si impone facilmente agli altri il proprio volere, si potrebbe scegliere di adottare uno stile di leadership diverso per l’ambito professionale, più prudente, più razionale, più condiviso, perché più funzionale al contesto professionale.

Per attuare un nuovo stile, è necessario lavorare su se stessi, consapevolizzare la propria impulsività, l’attrattiva per il rischio, la determinazione nell’influenzare i comportamenti degli altri, e decidere di liberare questi tratti solo nei contesti privati, e/o di gestirli in modo diverso nel contesto professionale, affinchè la leadership si esprima al suo meglio e non diventi un delirio narcisistico.

In quale situazione si esplica la leadership?

Gli studi odontoiatrici sono attività ad alta complessità organizzativa. La quantità di norme sanitarie che interagiscono è notevole e la gestione organizzativa della conformità amministrativa è impegnativa.

Il modello di business delle catene ha cambiato il mercato, ha definitivamente influenzato la percezione del prezzo e del servizio del paziente, la pubblicità richiede nuove competenze di comunicazione, il tempo della relazione è diventato tempo di cura, a sottolineatura del fatto che in questo mondo frenetico, la dinamica di relazione medico-paziente è ancora una relazione di fiducia che necessita di tempo, tempo per spiegare il percorso terapeutico, i pro e i contro, e fare in modo che il paziente capisca e partecipi consapevolmente alla cura.

L’attività clinica è più sofisticata di un tempo: telecamere a fluorescenza, microscopi, laser, TAC, dispositivi di infusione calibrata di anestetico, sedazione cosciente, scansioni, e fresatori digitali, nanotecnologie, materiali biocompatibili e Linee Guida cliniche che fissano gli standard minimi di qualità clinica, alzano il livello della complessità operativa a favore di prestazioni più sicure per il paziente.

Gli investimenti necessari per svolgere la professione odontoiatrica orientata al 3.0 richiedono una attenta gestione finanziaria ed economica, una corretto inquadramento fiscale, obiettivi di fatturato e budget di previsione annuali.

E questa la situazione in cui esplica la leadership odontoiatrica. Ecco perché non è per nulla facile.

Però, odontoiatria = passione e le passioni muovono il mondo. I leader odontoiatri di solito sono passionali, visionari, decisi a lasciare il loro contributo alla storia dell’odontoiatria (alcuni), tutti di sicuro decisi a lasciare il loro contributo nella storia di salute orale del paziente.

Vuoi essere un dentista manager?

“La leadership” è il secondo degli argomenti che io affronterò nel 4° Master 2018 il Dentista Manager.

Gabriele Vassura affronterà come si determina il prezzo delle prestazioni, quali sono gli indici di redditività (che sono gli effetti di una buona leadership) ed io mi concentrerò sugli elementi da conoscere per affinare la propria, per preformarla e renderla funzionale alla situazione in cui la si esplica.

Sarà un Master interessante, 4 week end ricchi di informazioni, strumenti e tecniche per evolvere la gestione della professione, da settembre 2018 a dicembre 2018 (28-29/09 – 26/27-10 16-17/11 14-15/12).

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