Cos’è un sistema premiante? – Dentista manager

E’ uno degli elementi di crescita professionale a mio avviso più importanti. Un sistema premiante è un modello di incentivi e disincentivi che ravviva la motivazione del team, funge da deterrente a deroghe e libertà arbitrarie, premia il merito e suggerisce “la retta via”.
Lo scopo di un sistema premiante è determinare ciò che è giusto e utile nella cultura aziendale e ciò che è sbagliato e inutile nella cultura aziendale. E’ premiare chi si attiene ai comportamenti corretti e chi li migliora, apportando il suo valido contributo e disincentivare i comportamenti viziati, stimola a crescere dal punto di vista professionale.

Un sistema premiante si definisce in relazione ai ruoli, chi e cosa premio in relazione al ruolo? Si definisce in relazione al modo in cui si premia, come premio? gli incentivi devono essere multipli e diversi perché le persone reagiscono a stimoli diversi e ciò che è attrattivo per uno, può essere demotivante per l’altro, pertanto è importante mettere un punto un sistema premiante variegato che consenta di gratificare le persone in modo stimolante per loro. Un sistema premiante è appunto, sistematico, quando premio?

Un sistema premiante è diverso dalla gratificazione a seguito di uno sforzo gratuito. Un premio lo devo “conquistare” può essere differito nel tempo, può basarsi sull’esito di un periodo, la gratificazione è qualcosa di immediato, che serve per aumentare la sintonia e la relazione.

Mettere a punto il sistema premiante è impegnativo. Richiede una buona conoscenza dell’intero mondo professionale, (clinico e organizzativo nonché normativo e relazionale), richiede di ragionare in termini di utilità delle azioni, che le persone compiono e sulla rilevanza che queste azioni svolte al meglio, hanno sulla produttività dell’organizzazione. Avere un sistema premiante calibrato sull’organizzazione è come avere il turbo in un motore. Saper gestire il turbo, richiede concentrazione, sensibilità e attenzione da parte del “dentista manager”.

Per premiare una persona devo conoscere il suo ruolo, l’anzianità di servizio, i compiti affidati, il livello di complessità dei compiti affidati e il numero di ore che la persona impegna nella professione. C’è la valutazione standard, (precisione puntualità affidabilità) e la valutazione di ruolo, che misura la performance con criteri specifici. A seguito della valutazione, deve esserci il premio incentivante a proseguire così, o il disincentivo come stimolo a fare di più e meglio, in un’ottica di crescita professionale.

Come distinguere una gratificazione da un premio?
Una caramella è una gratificazione, una torta è un premio. Una gratificazione è immediata, un premio è differito. Esempio: un collaboratore si ferma in modo spontaneo perché nota che l’operatore principale è in difficoltà, lo fa a prescindere dagli straordinari e dagli accordi o regole vigenti, lo fa in modo spontaneo e gratuito, perché risponde al suo schema dei valori. Se ricevete “una carezza” di questo tipo, siate grati, dimostrate l’apprezzamento. Ritenete che organizzare la riduzione di un tempo analogo a quello prestato gratuitamente sia un bel modo di mostrare il vostro apprezzamento? Provvedete in tale senso; date disposizioni affinchè quella persona prossimamente sia sollevata dai propri compiti, prima dell’orario di lavoro stabilito. Chiamatela e informatela sul vostro apprezzamento, per la disponibilità dimostrata e su come avete pensato di dimostrarle il vostro apprezzamento. Avete una buona relazione e conoscete i gusti della persona interessata? Portate un “cibo speciale o che sapete che le piace “da condividere insieme, e “celebrate” l’aiuto ricevuto con un rito collettivo. Sapete che la persona apprezza una gratificazione economica? datele un quantitativo di denaro che renda possibile che la persona si gratifichi con qualcosa di diverso o di inusuale per Lei. La gratificazione è centrata sull’altro, è proporzionata, ed è altrettanto libera e gratuita. Non è dovuta, non è un’abitudine, non deve diventare uno standard. Se lo diventa, si trasforma in benefit aziendale. Se decidete di adottare dei benefit potete pagare la palestra, pagare i trasporti, i buoni pasto, pagare la baby sitter, borse di studio per i figli dei dipendenti, sono tutte “coccole” che il datore di lavoro decide di concedere in affiancamento alla retribuzione, per motivare i dipendenti a rimanere con lui e investire anche il loro futuro nella realizzazione degli obiettivi comuni, a beneficio di tutti i membri dell’organizzazione.
Un premio è qualcosa correlato al raggiungimento di determinati standard di qualità o obiettivi. I premi possono essere di natura retributiva, nel caso io consiglio su base annua. Un premio che va dal 5 al 10 % della retribuzione di base è un “buon premio” che sortisce l’affetto desiderato.

Un premio può essere su base sociale: il riconoscimento pubblico di un ruolo, della valenza del ruolo. Un premio può essere di tipo organizzativo, avanzamento di carriera o l’acquisto di una tecnologia che snellisce il lavoro. Un premio può essere di tipo professionale, favorire la formazione specifica per l’ampliamento delle competenze dell’operatore. Può essere organizzativo a beneficio di tutta l’azienda, è il caso del counseling aziendale, poter disporre di una figura professionale che è presente periodicamente negli uffici e consente l’ascolto neutrale delle problematiche professionali può essere un valido aiuto nella gestione dello stress, così come il coaching individuale, per sviluppare e orientare la leadership personale in ambito professionale.

Premiare i singoli o l’intero team?
Premiare i singoli e promuovere iniziative di team, ovvero esperienze di team building, tarate sui valori aziendali. Prima di scegliere l’esperienza di team building, immaginate cosa volte che il team sperimenti durante l’esperienza. Volete un’esperienza che cementi lo spirito di gruppo? Si a Escape room, volete che l’esperienza favorisca la fiducia e la relazione? sì all’areo gravity o attività analoghe. Volete che l’esperienza favorisca la cooperazione? Si alle attività di barca, ai percorsi attrezzati in sicurezza. Volete che il team sperimenti la relazione, la sincronia, la fiducia e il contatto? sì alle lezioni di ballo. Volete che il team sperimenti le emozioni, il mettersi in gioco? sì alle iniziative teatrali, ai giochi di ruolo.

E i festeggiamenti? Che utilità hanno i festeggiamenti?
I festeggiamenti si distinguono dalla gratificazione e dal sistema premiante, nonchè dalle attività di team building, perché consistono nel dare solennità a un evento che è un valore condiviso. Può essere la festa dell’anniversario di apertura dell’attività, la festa dell’ampliamento e della integrazione di generazioni successive, la festa di fine anno, la festa dell’estate, la festa di Natale, la festa delle famiglie, la festa dei bambini, la festa dei nonni. Le feste aziendali a tema possono essere dei piacevoli rituali. Se un’attività dispone di un sistema premiante, e fa annualmente almeno una attività di team building, può diradare la festa aziendale e organizzarla in tempi più lunghi, ogni 2 anni la cena di Natale, ogni 3 anni la festa delle famiglie, ogni 5 anni la festa dell’apertura. Perché festeggiare? Perché si dà valore comune allo stessa cosa. La persona che invita a una festa, sceglie le persone che per lei hanno importanza, la persona che va a una festa tende ad andare a quelle delle persone che per lei sono importanti. Declinare l’invito a una festa è come dire “ho un’altra priorità”. Mancare ad una festa aziendale dovrebbe essere un’eccezione.

Come si integra un sistema premiante con la motivazione?
La motivazione è l’attrattività che un valore ha per una persona. Quando si è molto motivati non si sente la fatica, ci alza presto, ci si impone sforzi e sacrifici, ci si concentra, si diventa resilienti, determinati, combattivi. Quando non si è motivati, abbondano gli alibi. Ogni evento, ogni situazione è buona per mollare, per abbassare la guardia, per cambiare strada o per guardare altrove. Quando non si è motivati nel lavoro vincono i comportamenti inutili o improduttivi. I comportamenti viziati, gli egocentrismi i personalismi. Conoscere ciò che ha valore per gli individui che compongono i team è fondamentale. Consente di stimolare e attirare nel modo giusto le persone a compiere ciò che piace loro e che serve all’attività professionale è uno degli elementi di successo dell’impresa.

Di questo parleremo nel 4° Master 2018 “il Dentista Manager”. L’obiettivo e io e Gabriele Vassura ci siamo prefissi è quello di dare tutte le informazioni utili per il cambio di passo nella gestione aziendale dell’attività professionale.

Sarà un Master interessante, 4 week end ricchi di informazioni, strumenti e tecniche per evolvere la gestione della professione, da settembre 2018 a dicembre 2018 (28-29/09 – 26/27-10 16-17/11 14-15/12).

 

Tag:, , ,

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *