Assicurarsi: perchè è importante

Assicurarsi: perchè è importante

Parliamo di assicurazioni, con la Dott.ssa Elena Da Molin, consulente assicurativo/legale e sub agente assicurativo UNIPOL SAI.

– Dott.ssa Da Molin, quali sono gli scopi di una assicurazione? E’ così importante assicurarsi?
E’ una domanda che all’interno di una consulenza assicurativa mi viene posta di sovente. Le risposte sono tante e tutte altrettanto valide, ma il dato di fatto e la certezza che nessuno di noi, persona fisica (quindi privato) o persona giuridica che sia, può trascurare, è che l’esistenza di ciascuno individuo e ciascun ente può essere turbata in maniera più o meno grave, da eventi in grado di influenzare negativamente la vita familiare e l’attività lavorativa.
Il contratto assicurativo è per definizione un contratto aleatorio (dal latino alea, rischio) in cui l’esistenza di una prestazione è collegata ad un elemento incerto, e nella quale, pertanto, il rischio contrattuale è più ampio ed assume rilevanza causale. Le parti assumono un evento futuro, la cui verificazione rimane incerta, come fattore chiave del contratto sottoscritto.

– Può spiegare a fronte di esempi pratici quanto mi ha appena detto…
Pensi all’insorgere di una malattia od ancora di un infortunio. Nessuno di noi può prevedere il futuro e sapere se e quando si ammalerà o quando sarà vittima involontaria di un incidente che possono comportare la necessità di cure od interventi particolarmente costosi con ricoveri in strutture specializzate o di lunghe e costose riabilitazioni. Per chi lavora, ovviamente, una malattia od un infortunio comporta un danno economico. Se non lavoro, non guadagno e se non guadagno ho una perdita più o meno quantificabile.

– Ecco che entra in gioco l’assicurazione che si assume i danni economici causati da questo imprevisto.
Pensi ai danni fisici permanenti o meno che suo figlio nel gioco, può provocare ad un coetaneo. In questa specifica ipotesi lei, quale genitore, è tenuto a risarcire il danno subìto dall’altro bambino. Danno che può essere lieve ma anche grave … chi può saperlo.
Pensi ai danni che un incendio, un terremoto, una perdita d’acqua può causare al suo immobile indifferentemente se abitazione civile o studio/negozio.

– Mi permetta di fare qualche scongiuro…
Li faccia pure, se crede, ma non servono a niente. Le polizze assicurative non sono certo talismani di felicità che impediscono l’insorgere di disgrazie di varia natura. Servono, però, nel caso di eventi spiacevoli ad impedire che la vita di chi ha subìto o causato danni non sia stravolta.

– Quante assicurazioni nello specifico è opportuno attivare a tutela della propria professione?
Il fabbisogno assicurativo del singolo varia di continuo a seconda del momento lavorativo in cui si trova e della singola situazione… E’ difficile rispondere universalmente e correttamente alla Sua domanda quando la situazione assicurativa varia non solo da persona a persona, bensì anche in base ai cambiamenti che ci possono essere nell’arco della vita lavorativa di ognuno di noi. Si può assicurare tutto e nel minimo dettaglio, è ovviamente una scelta di vita e di investimento.
Il modo migliore per assicurarsi è innanzitutto individuare quelli che sono i rischi più pericolosi, cioè quelli che potrebbero causare gravi danni alla nostra attività economica. Ed i pericoli si possono facilmente raggruppare a settore: immobile, salute e danni a terzi.
Se ad esempio il mio studio diviene inagibile a causa di una perdita d’acqua, di un danno elettrico, di un incendio o di un furto… l’assicurazione che copre l’immobile può risarcire non solo il danno materiale quantificato in denaro (spese di ricerca del guasto e ripristino, danno causato dall’acqua alla pavimentazione, attrezzature speciali danneggiate in parte o totalmente dall’incendio – acqua…), bensì anche il mancato guadagno cagionato dalla chiusura forzata dello studio.
Se io personalmente non posso lavorare come professionista a causa di una malattia o di un infortunio, l’assicurazione per la salute può risarcire non solo il danno riconducibile all’invalidità permanente bensì anche l’invalidità temporanea ed il mancato guadagno. Sta al singolo, poi, decidere il massimale.
Se nell’esercizio della mia professione cagiono a terzi delle lesioni personali o dei danni patrimoniale posso attivare una responsabilità civile terzi professionale legata esclusivamente alla mia attività.

– Quali di questi tre esempi è il più importante?
Chi può anticipatamente sapere in quale danno / sinistro può incorrere? Nessuno e proprio per questo motivo, poiché non è possibile predire il futuro è fondamentale avere una copertura assicurativa di base.
Ogni contratto può essere modificato. Immagini che il contratto sia paragonabile ad un vestito ed il consulente assicurativo al sarto o costumista di una casa di moda. E’ compito del sarto aggiustare il vestito sul corpo del cliente: eliminare quanto può essere eliminato od aggiungere quel particolare, quell’accessorio necessario per valorizzare il tutto. Un buon consulente si avvale di validi prodotti assicurativi e li modifica in base a quelle che sono le esigenze del singolo in quel momento.

– Quindi un contratto stipulato qualche anno fa potrebbe non essere più adeguato?
Esatto. Controllare con regolarità le proprie assicurazioni equivale a fare una buona prevenzione. Se periodicamente faccio visita al mio dentista e faccio controllare i miei denti, posso sicuramente prevenire situazioni che altrimenti mi costringerebbero a delle cure più durature e/o costose.

– Qual è l’iter di attivazione di una polizza?
Con la sottoscrizione di una polizza la Compagnia assicuratrice, a fronte del versamento di una somma denominata premio, è tenuta, nei modi e nei limiti previsti dallo stesso contratto, a risarcire l’assicurato, o un terzo, dei danni subìti, oppure a liquidare un capitale o una rendita ad una scadenza prestabilita o quando si verifichi un evento che incide sulla vita dell’assicurato. La copertura di una polizza in generale si attiva dalla mezzanotte del giorno in cui questa viene sottoscritta, anche se la compagnia ed il contraente possono decidere di comune accordo di farla decorrere da una data successiva. Generalmente, infatti, i contratti assicurativi riportano la data (in certi casi anche l’ora) in cui ha inizio la copertura assicurativa, che naturalmente è efficace soltanto se il contraente a pagato il premio. Alcune polizze, poi, prevedono un periodo di carenza. Ma viene sempre specificato nel contratto assicurativo.

– Come si deve comportare l’assicurato in caso di un sinistro?
L’assicurato deve informare del sinistro la propria compagnia o l’agenzia / il consulente presso cui è stata stipulata la polizza. Questo entro tre giorni dal momento in cui si è verificato il sinistro. Nell’ipotesi in cui ciò non dovesse accadere la compagnia può liquidare solo parzialmente o addirittura, nel caso in cui il contraente deliberatamente non informi l’assicuratore dell’avvenuto sinistro, può rifiutarsi di risarcire il danno. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in due anni. Conviene quindi contattare sempre il proprio consulente. Una buona compagnia assicurativa segue il cliente anche e soprattutto nella fase delicata, quando cioè avviene il danno, lo accompagna nella denuncia di sinistro fino alla liquidazione del danno.

– Quali sono le polizze deducibili fiscalmente?
Sono diversi i tipi di polizze detraibili sino ad un importo complessivo annuo di Euro 630,00 (19% di aliquota fissa) anche se stipulate a favore di familiari fiscalmente a carico.
Le polizze vita caso morte sono tutte detraibili.
Le polizze vita miste, rivalutabili, le capitalizzazioni, le index e le unitlinked sono detraibili solo per la parte di premio relativa alla copertura del rischio morte e dell’invalidità permanente qualificata superiore al 5%.
Le polizze infortuni, malattia seguono quanto previsto dalle polizze miste.
Le polizze che coprono il rischio della non autosufficienza, le così dette Long term Care, sono detraibili solo con garanzia della copertura per l’intera vita dell’assicurato senza possibilità di recesso da parte dell’impresa.
Questo per quanto riguarda la detrazione fiscale delle polizze di assicurazione.
Se parliamo invece di deducibilità fiscale delle polizze. Le polizze di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche (PIP o FIP), sono deducibili fino ad un importo massimo di Euro 5.146,57. Per le polizze auto, invece, è deducibile unicamente la quota versata al S.S.N. (10,50%), che deve essere superiore a 40 Euro.
Bisogna tener presente che al momento della riscossione del capitale e/o nella fase di erogazione della rendita gli importi sono sottoposti a tassazione.
E’ bene, però, parlare di deducibilità e detrazione fiscale con il proprio consulente poiché i prodotti assicurativi seguono l’andamento e le esigenze del mercato e sono periodicamente rinnovati, migliorati, modificati.

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